In questa noiosissima pausa delle nazionali mi sono fermato a pensare, ho provato ad immedesimarmi in questo ragazzone di 194 centimetri che sin da bambino aveva l’Europa come unico obiettivo: “Papá, yo quiero estudiar ingles, papà, yo me voy en Europa!” disse al padre. Cresciuto nel dipartimento di Juárez Celman, il classe 1999’ non superò i suoi primi provini con Lanús e River Plate ma il San Lorenzo, squadra con il centro sportivo distante sei ore da casa sua, notò il talento e lo ingaggiò. L’attaccante impressiona tutti a suon di gol, tant’è che presto arriva l’esordio ‘en primera’ del Ciclón nel 2018.

Nell’anno 2019/2020 gioca la prima parte di stagione a Buenos Aires e marca il tabellino 5 volte in 12 partite: reti che risultano essere decisive per la chiamata che tanto aspettava sin da bambino, l’Europa: destinazione Mosca, CSKA.
Si trova improvvisamente in una situazione non adatta a lui, vuoi per il clima, vuoi per l’ambiente “el Tanque” non riesce ad esprimersi.


Allora arriva l’Italia, il Benevento di Pippo Inzaghi, obiettivo salvezza e progetto ambizioso, voglia di rivalsa, ambiente giusto.
Allora sì, è il momento di spingere, è il momento di far vedere al mondo chi è e cosa può dare al calcio Adolfo Gaich. Infatti, inizia bene segnando al suo esordio da titolare contro lo Spezia. Due settimane più tardi, destinazione Torino, c’è la Juve, la squadra più forte e più titolata d’Italia ma per l’argentino, che le partite calde le sente eccome, non è affatto un problema: 0-1 e goal vittoria.

Ma non è finita qui, oggi, marca il tabellino ancora una volta con la Selección U23 in quel di Giappone: altro 0-1. Lui che, di questa nazionale, dovrà prendersi tutte le responsabilità offensive alle prossime Olimpiadi di Tokyo per centrare la medaglia d’oro con tantissima personalità, quella che è stata sempre il suo punto di forza, sin da giovane… porque’ se sabe: en El Ciclón de Boedo, el que no tiene personalidad, no juega nunca.

Albino Gigante

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