29 giugno 2003, Contea di West Midlands, Birmingham. È il giorno in cui nasce Jude Bellingham. È il giorno in cui la storia della città dei famosi malviventi “Peaky Blinders” cambierà per sempre.
Jude è figlio d’arte, papà Mark è sulla via del ritiro dal calcio semi-professionistico inglese ed ha all’attivo quasi 600 gol in 700 presenze (a fine carriera ne diventeranno 700 in 850).
Il piccolo Jude dorme con il pallone tra le braccia e come ogni bambino inglese sogna la maglia della nazionale.
A soli 8 anni arriva la prima vera opportunità,
il Birmingham Football Club.
Inizia con l’U8 del club militante in Championship ma è troppo dominante rispetto agli altri.
Tecnica, visione di gioco, tranquillità: tutte caratteristiche che, per un bambino di quell’età, sono fuori dal normale.
A 14 anni si ritrova a giocare con ragazzi molto più grandi: con l’U18 le gioca tutte da titolare tant’è che dopo solo un anno verrà promosso in U23.


Il passaggio di categoria non gli pesa affatto, come se giocasse con i ragazzi della sua età e al suo passaggio in prima squadra, che avviene nell’estate 2019, la musica non cambia.
Mantiene le sue caratteristiche: regia, tecnica, tranquillità, velocità di pensiero. Tutte caratteristiche che ‘costringono’ Pep Clotet a farlo diventare il più giovane esordiente della storia del Birmingham Football Club, all’età di 16 anni e 38 giorni, il 25 Agosto contro lo Swansea in campionato.
Da questo momento il ‘Golden Boy’ del West Midlands non esce più dal campo: colleziona 41 presenze condite da 4 gol e 3 assist: numeri che aiutano al Birmingham nella decisione di ritirare la maglia con il suo 22 «perché il suo percorso come atleta e come uomo sia di ispirazione per tutte le nuove generazioni».
Chiude lo stesso anno diventando il più giovane marcatore della storia del club e il miglior giovane della Champioship.


Nell’estate 2020 bussano alla sua porta le big di Premier: Arsenal, Manchester City e United.
Il giovane, però fa una scelta diversa: è un ragazzo coraggioso e vuole il meglio per la sua carriera, vuole un ambiente più adatto a lui, che possa farlo crescere al meglio: decide di andare nella ‘casa dei giovani’, distante 800 chilometri dalla sua di casa, al Borussia Dortmund.
Il classe 2003 parte per la Germania con tanta voglia di dimostrare: alla prima partita in coppa arriva l’esordio con goal seguito da esordio in campionato ed esordio in Champions League (l’esordiente inglese più giovane della storia, supera Phil Foden, di cui qualche parola la spenderemo in futuro…).


Bellingham non smette di battere record e diventa il marcatore più giovane dell’Inghilterra U21 nel settembre 2020 e due mesi più tardi esaudisce il suo sogno più grande: è il momento dell’esordio in Nazionale maggiore a soli 17 anni e 136 giorni in amichevole contro l’Irlanda.


Con il passare dei mesi, il talento inglese si sta responsabilizzando, prendendo sempre di più in mano le chiavi del centrocampo giallonero, complice anche la fiducia di Lucien Favre prima e di Edin Terzić poi.
Un ragazzo cresciuto nei sobborghi della sua città pronto a prendersi il mondo. Jude sono io, Jude siamo tutti. Quasi dimenticavo: Birmingham non è solo Peaky Blinders.

Albino Gigante

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