Nel 1991, per chi crede nella reincarnazione, nasce colui che probabilmente è la trasfigurazione di un tiranno, di un assassino, o di qualsiasi soggetto che possa o debba scontare una pena eterna.
Fa male essere martoriati, fa malissimo vedersi spezzato un sogno. E questo Faouzi Ghoulam lo sa bene, nato in un piccolo paese nel dipartimento della Loira, il primo febbraio del sopracitato anno.
Il franco-algerino nasce come esterno alto, con mancino educatussimo, un mancino tanto sopraffino da farsi riconoscere a otto anni dal Saint-Étienne, la squadra con più campionati francesi vinti, dove farà la trafila delle giovanili.
Il primo dicembre del 2010 esordisce in Ligue 1, contro il Valenciennes, proprio quel ragazzo che col passar del tempo stava trasformandosi in un terzino con ampi margini di miglioramento.


A fine mercato invernale del 2014, il Napoli scommette su di lui accaparrandosi il suo cartellino. Ghoulam verrà utilizzato spesso e disputerà le 3 partite di Coppa Italia che avrebbero incoronato i Partenopei come vincitori dell’edizione (Roma-Napoli 3-2 nella quale lascerà intravedere una sua specialità, i calci di punizione dalla distanza; Napoli-Roma 3-0 e, infine, la finale vinta per 3-1 contro la Fiorentina).
Da allora il magrebino andrà in crescendo, nonostante le difficoltà legata alla discontinuità dell’ultima stagione con Benitez: con l’arrivo di Sarri, lo attende una svolta radicale. Non più un semplice fluidificante, ma un vero e proprio ingranaggio all’interno di una macchina perfetta. Una macchina perfetta che mette il turbo nel 2017: a inizio stagione 2017-18, Ghoulam troverà il suo primo gol in A, l’inizio di una parabola ascendente e la fine di quest’ultima. La teoria dell’eterno ritorno dell’uguale di Nietzsche, legata indissolubilmente al destino del franco-algerino che viveva il suo momento migliore. Principio e termine, alfa e omega, sono strettamente collegati.
Il Napoli viaggia, con Hamsik e Insigne forma una catena di sinistra che ricorda la favola della buonanotte: coloro che ascoltano la soave melodia sarriana cercano di tenere gli occhi aperti, ma è impossibile. E si sapeva già come sarebbe finita l’azione…


Il primo novembre, dopo una sensazionale partita a Ferrara che poi si rivelerà il canto del cigno (finora) di Faouzi, una zolla dell’ex San Paolo, ora Stadio Diego Armando Maradona, si porta via quel terzino che sembrava secondo solo a Marcelo che a quei tempi era un’istituzione. E si porta via i sogni un po’ di tutti, i sogni dei napoletani che vedevano la propria squadra giocarsela contro il City di Guardiola, ma soprattutto i sogni inarrestabili di un giocatore fragile.


E il ginocchio fa crack anche al suo ritorno in allenamento, il 9 febbraio. Quando sembra ritrovare continuità e prestazioni, dopo un’eternità, il crociato tradisce un uomo tanto forte psicologicamente quanto fragile fisicamente. Questa volta il sinistro. Il 7 marzo 2021. Ad oggi, Ghoulam ha 30 anni e chissà, magari rivedremo quel fenomeno che sfrecciava sulla fascia garantendo allo stesso tempo copertura difensiva. Ma, realisticamente, il ritorno di Faouzi è solo un’utopia.

Tommaso Alise

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