Vi faccio una premessa prima di parlarvi di questo attaccante appena 21 enne per cui stravedo: Dusan Vlahovic è un ragazzo speciale ed è destinato a diventare un grande campione.
Nato a Belgrado il 28 gennaio 2000, sta letteralmente trascinando la Fiorentina nel tentativo disperato di raggiungere la salvezza. 13 gol in campionato fanno di lui il capocannoniere della Viola, squadra composta da diversi giocatori esperti che stanno deludendo le aspettative; di conseguenza si è dovuto caricare tutto il peso dell’attacco sulle spalle, nonostante la giovane età. 190 centimetri per 75 chili, un ragazzone molto tecnico e forte fisicamente, con tanta personalità unita a grande carisma e freddezza.
Caratteristiche speciali, caratteristiche dei grandi.
Sì, perché Dusan non è solo il tipico attaccante alto e grosso che copre palla, o che vince i contrasti aerei, Dusan è anche tanta tecnica, qualità tutt’altro che banale per un gigante di 190 centimetri.


Dusan Vlahović è un ragazzo speciale perché è il più giovane ad aver giocato il derby più caldo d’Europa, quello tra Stella Rossa e Partizan Belgrado, quando giocava con quest’ultimi. All’età di 16 anni era già lì, immerso in quel clima rovente, e se non avete idea di cosa sto parlando, passate su youtube.
È destinato a diventare un grande campione perché se in Serbia ti buttano in quella mischia così giovane, vuol dire che di personalità ne hai da vendere e ti verrà automatico farlo anche nei momenti decisivi delle partite future, che sono quelli che differenziano il campione da un grande giocatore.
Ed è proprio il concetto di “gestire la pressione” che il 21 enne ha dovuto imparare molto presto: a soli 12 anni è stato scartato dalla Stella Rossa perché sbagliò un rigore contro la Dinamo Zagabria.
È stato un episodio che probabilmente ha cambiato la sua vita. Da quel momento passò al Partizan Belgrado, che in tre anni lo porta in prima squadra e a 16 lo fa esordire in Super Liga. Il classe 2000 diventa il più giovane a marcare il tabellino nel massimo campionato serbo e il più giovane ad esordire al “Derby Eterno” sopracitato prima.


Nel febbraio 2018 arriva la grande occasione, l’Italia: bussa alla sua porta il club che ha visto dalle sue parti attaccanti come Luca Toni o il “Re Leone” Gabriel Omar Batistuta, la Fiorentina.
L’appena 18enne serbo escordisce in Primavera e segna 12 gol in 14 partite, vince la Coppa Italia U19 e diventa capocannoniere della manifestazione. Aggregato in estate alla prima squadra esordisce in serie A il 25 settembre seguente contro l’Inter diventando il primo millenial viola a calcare i campi di massima serie. Termina l’anno con sole 10 presenze ma nell’anno successivo, stagione 2019/2020, viene inserito in pianta stabile tra “i grandi” trovando anche il suo primo gol in A nel novembre 2019 contro il Cagliari. Finisce l’anno con 6 gol a referto ma è la stagione 2020/2021 quella della consacrazione. Alla tenera età di 20 anni diventa il titolare di una Fiorentina che ancora deve trovare il giusto assetto tattico ma che ha trovato un attaccante spietato che ha tanta voglia di dimostrare. I numeri parlano chiaro: il serbo è dietro solo ad Haaland per gol segnati in campionato da un classe 2000 in tutta Europa.

Albino Gigante

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