Cresciuto tra i campi di Barranquilla, sin dagli albori con le giovanili dell’Atletico Junior, Luis Muriel aveva mostrato qualità tecniche non propriamente comuni ai più.

È nel torneo di Apertura del marzo 2010, con la maglia del Deportivo Calì, che si guadagna le attenzioni della famiglia Pozzo. Il patron dell’Udinese, si sa, in quanto a talent scouting ha pochissimi rivali in tutto il mondo (basti pensare a Sanchez, Zielinski, o Cuadrado, per citarne alcuni).

L’allora 19enne colombiano, dunque, nel mese di Giugno viene acquistato dai friulani salvo poi essere girato una stagione in prestito al Granada, club con il quale si guadagnerà la promozione in Liga.

Nelle parentesi degli anni successivi con Lecce, Udinese e Sampdoria, Luis lascia intravedere un ottimo potenziale. Lampi di classe, ottimo tiro in porta, dribbling che sembrano spesso risultargli un gioco da ragazzi. Sembra però mancargli qualcosina per arrivare sui taccuini delle big d’Europa. In molti attribuiscono le colpe alla scarsa forma fisica, a quell’amore viscerale – per sua stessa ammissione – per le merendine, altri invece credono che a mancare sia solo quella fiducia e quella costanza che gli permetterebbero di arrivare costantemente oltre la dozzina di gol a stagione.

Fatto sta che quel paragone abbastanza scomodo avanzato ai tempi di Barranquilla dalla gente del posto, che vedeva caratteristiche simili tra il gordito e Ronaldo il fenomeno, fu visto come una sorta di lesa maestà. Paragonare un ragazzino alle prime armi con uno degli attaccanti più forti di tutti i tempi sembró inizialmente un oltraggio.

Il cosiddetto turning point, o punto di svolta per dirlo all’italiana, per Muriel avviene nel Giugno 2019 con il passaggio alla corte di Gasperini. Vuoi per un’evoluzione mentale, vuoi per bravura del tecnico o vuoi per uno stile di gioco fluido e veloce che sembra essergli cucito addosso, Luis sembra un altro giocatore. Fa la differenza sia da titolare che soprattutto subentrando, sembra fluttuare con il pallone tra i piedi, alterna grandissimi tiri dalla distanza a dribbling con i quali rievoca davvero, negli occhi di chi l’ha vissuto, quel Fenomeno che sembrava tanto inarrivabile.

Con i nerazzurri va in doppia cifra, prevalentemente da subentrato, per 2 stagioni di fila.
E chissà che forse le voci provenienti da quei sobborghi colombiani non fossero del tutto infondate. Luis Fernando Muriel forse ricorda davvero un altro Luis.. Nazario de Lima, conosciuto semplicemente come Ronaldo.

Ugo Casadio

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