Dopo il big match tra Juventus-Napoli, noi di Dame Fútbol, a mente lucida, abbiamo provato a fare delle considerazioni e a dire la nostra sulla partita dell’Allianz Stadium.
Di seguito troverete i punti fondamentali da cui ripartire dopo questo match, che per gli azzurri era tanto importante quanto fondamentale, ma la corsa alla Champions League di certo non finisce a Torino.
Va (finalmente) in scena all’Allianz Stadium il big match di cui tanto si è parlato in questi mesi: due rinvii, prima per casi Covid e poi impegni europei delle due squadre.
Si verifica per la prima volta nella storia della Serie A che una partita di inizio girone d’andata si gioca quasi a fine campionato.

Il Napoli scende in campo con il suo solito 4-2-3-1 con Lozano e Insigne sulle fasce e Zielinski a supportare un invisibile Mertens. Nella prima frazione, la squadra di Rino Gattuso lascia il pallino del gioco in mano ai bianconeri che, dopo soli 13 minuti, trovano il gol firmato da Cristiano Ronaldo, assistito da Federico Chiesa a seguito di una grande giocata ai danni di Elseid Hysaj, dimostratosi pigro nel difendere.
La reazione del Napoli non arriva e la Juve continua a macinare gioco: a centrocampo non c’è storia e sugli esterni si fa molta fatica, complici le ombre di Lozano e Insigne che non mettono mai in seria difficoltà gli esterni bianconeri. È un Napoli molto disattento in difesa: Ronaldo nel primo gol viene messo in condizione di insaccarla nel più facile dei modi, staccato dalla marcatura di Koulibaly e Rrhamani, i quali sono andati in difficoltà in troppe situazioni.

Finisce il primo tempo con il parziale di 1-0 per gli uomini di Pirlo e, ad inizio del secondo, la squadra partenopea sembra aver cambiato marcia, rientrando dagli spogliatoi con una mentalità diversa, vogliosa di recuperare il risultato. I cambi di Gattuso questa volta sono giusti, Osimhen mette in difficoltà i due centrali bianconeri e Politano dà vivacità ad un attacco fin qui spento, con Lozano e Mertens in evidenti condizioni precarie: di conseguenza arrivano le prime vere occasioni.
Ma complice ancora qualche ingenuità difensiva la squadra di Pirlo si avvicina al raddoppio con uno scatenato Chiesa, segnalato in fuorigioco a seguito di una parata di Meret dopo una cavalcata di quasi 100 metri.
Raddoppio che arriva al 73’ su una giocata di Paulo Dybala con un tiro piazzato nell’angolino, imparabile per il portiere azzurro.

Il Napoli non sembra scomporsi e continua ad attaccare, complici e non poco le buonissime prestazioni dei subentranti, in particolare di Osimhen, che conquista un rigore al 90’ trasformato poi da Insigne. Sullo scadere, il club partenopeo cerca un disperato gol del pareggio ma niente da fare per la squadra di Gattuso che esce sconfitta meritatamente, dopo un orrendo primo tempo, dall’Allianz Stadium. Non c’è tempo di pensare che ai partenopei domenica spetta già un’altra trasferta ostica, al Marassi contro la Sampdoria di Claudio Ranieri dove la vittoria è obbligatoria.


Prima di analizzare e condividere con voi il nostro pensiero va fatta una premessa: il Napoli, seppur regalando il primo tempo, non dimentica la reazione del secondo, in cui si è vista una squadra coraggiosa, ed è proprio con il coraggio che tutti noi abbiamo visto, che vanno giocate queste ultime 9 partite.
Analizziamo nel dettaglio:
1) Ieri sera, gli azzurri hanno affrontato una squadra che, seppur in difficoltà, vanta delle individualità nettamente superiori della squadra di Gattuso. Dopo il primo tempo disputato in netta difficoltà, il Napoli ha comunque dominato nella seconda frazione per capitolare solo ed unicamente grazie ad un prodezza di un campione come Paulo Dybala.

2) Nel corso degli anni il ‘gap’ con la Juve si è notevolmente colmato, basti pensare alle prestazioni di carattere degli ultimi anni comparandole con gli umilianti 3-0 ricevuti nelle gestioni di Mazzarri e Benitez.
Il definitivo salto di qualità va effettuato solamente limando le lacune difensive causate da un effettivo problema di interpreti e da un centrocampo che troppo spesso non garantisce sicurezza.

3) Volevamo chiudere parlando di Piotr Zielinski, ma va fatta una premessa.
Quanto segue non è assolutamente una critica bensì una constatazione da parte di chi ripone in lui numerosissime aspettative.
Tre indizi, come si suol dire, fanno una prova.
Il polacco è senza alcun dubbio il giocatore tecnicamente più dotato tra gli azzurri, ciò che però fa storcere il naso è che, spesso e purtroppo, nelle partite che contano finisce per isolarsi dal gioco. La causa è da attribuire probabilmente al definitivo step caratteriale che da sempre gli si chiede di avere, quella personalità che indubbiamente lo porterebbe a vestire la maglia di una big d’Europa.


In conclusione possiamo dire che la situazione è delicata sì, ma la matematica non condanna il Napoli. I partenopei hanno tutte le carte in regola per raggiungere la Champions e bisogna assolutamente ripartire dal secondo tempo giocato a Torino.
Riuscirà Rino Gattuso a portare il Napoli tra i primi 4 posti?

La Redazione

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