Forse è uno degli argomenti che nelle ultime ore ha fatto più parlare i tifosi napoletani nelle loro case, inondati da foto e notizie confusionarie. Un punto di domanda dei tifosi partenopei è da sempre la situazione tra la squadra e lo sponsor tecnico, soprattutto perché non si riesce mai a raggiungere l’accordo con aziende di fama mondiale come Nike, Adidas o Puma; il motivo lo possiamo ritrovare principalmente nell’aspetto economico. 

Noi di ‘Dame fùtbol’ abbiamo analizzato tutte le varie ipotesi:

LA SITUAZIONE CON KAPPA – Non bisogna dilungarsi troppo in merito alla situazione tra Kappa e Napoli, la società ha firmato un contratto che lega le due parti fino al giugno del 2022, per interromperlo prima , patron De Laurentis dovrebbe pagare le penali economiche stabilite secondo contratto.

IDEA AUTOPRODUZIONE – Il Napoli potrebbe occuparsi in proprio della produzione di divise e materiale tecnico, come accadde alla Roma nella stagione 2013-14. Le prime manovre organizzative sono in corso e nulla è ancora definito, in attesa anche di nuove offerte che potrebbero rimettere tutto in discussione. De Laurentiis, che ha sempre dato enorme importanza alla discrezionalità nella scelta e realizzazione delle maglie, valuta questo scenario inedito con grande attenzione. Quindi, la SSC Napoli nella prossima stagione potrebbe legarsi ad un marchio (indiscrezioni parlano di Adidas, Mizuno, Legea, Castore) esclusivamente per la realizzazione dei capi.

PROBLEMA ADIDAS, NIKE E  PUMA  Innanzitutto c’è da dire che queste multinazionali ogni anno hanno l’obiettivo di firmare contratti molto onerosi ma con poche squadre all’interno dello stesso campionato. Possiamo vedere l’Adidas  ( Juventus, Arsenal , Bayern Monaco, Real Madrid, Lione);  Nike (Inter, Chelsea, Liverpool, Lipsia,  Atletico Madrid, Barcellona, PSG…);  Puma ( Milan, Manchester City, Borussia Dortmund, Marsiglia)…vengono comunque preferite squadre che hanno continuità nella partecipazione alle coppe europee, con visibiltà. Un altro problema nasce nell’ambito del marketing, per quanto riguarda la vendita ai negozi queste grandi multinazionali garantiscono sicuramente una vendita più omogenea, dati i numerosi punti vendita, ma nei contratti che firmano fissano quote percentuali di incassi molto alte. Si è comunque registrato un avvicinamento da parte di Adidas al Napoli negli ultimi anni, con accordi per i singoli giocatori come Insigne, Ospina ed Hysaj.

LE SCELTE DEL NAPOLI  Da quando il Napoli ha fatto il suo ritorno in serie A, ha stipulato contratti con Diadora, Kappa e Macron, tutte aziende italiane in cui la squadra partenopea ha sempre rappresentato il top club dell’azienda produttrice. Se vogliamo guardare dal punto di vista del brand, non può essere altro che vantaggioso, ma è attraverso anche le maglie da gioco ed il merchandising che una squadra diventa internazionale; proprio per questo è comprensibile la scelta di legarsi ad aziende più piccole, ma poter variare nel look , nella fantasia come abbiamo potuto vedere negli ultimi anni con la camouflage, jeansata, pantera, che sicuramente ai tifosi più legati all’estetica della propria maglia non sarà piaciuta, ma ci sono scelte ponderate dietro. Ogni anno hanno fatto la scelta di introdurre una maglia cromatica diversa.

SITUAZIONE MARCELO BURLON  – Nei vicoli del centro storico di Napoli e fuori lo stadio Maradona sono in corso le riprese di uno spot. Non è chiaro se siano ufficiali, originali e da chi siano state create, ma entrambe sono caratterizzate dalle famosi ali dell’aquila che hanno reso famoso il marchio Marcelo Burlon. Sicuramente si riferiscono a quest’anno, visto che sulla spalla c’è la coccarda della Coppa Italia. Una curiosità che ci da più conferme è proprio la stretta amicizia tra Andrea Petagna, attaccante del Napoli, e proprio Marcelo Burlon, soci di un ristorante e protagonisti di vacanze insieme pubblicate sui social. Chiaramente, non ci resta che aspettare e capire se sono state realizzate solo per girare qualche pubblicità o per lanciare una nuova partnership commerciale e saranno messe in vendita e chissà vedremo i giocatori con queste maglie in campo.

Renato Aorta

Rispondi