Raffaele Carlino, presidente del Napoli Femminile, ha parlato ai nostri microfoni della stagione della sua squadra.

Ecco le sue parole:

Come sta vivendo questo campionato difficile per la squadra, senza dimenticare la situazione pandemica?

“Tutto surreale veramente, una squadra partita e soprattutto studiata con tanti sacrifici per la lotta al 5/6 posto, ci ritroviamo adesso in questa bagarre salvezza che veramente sembra un incubo. Questa Serie A la stiamo vivendo senza pubblico, senza i nostri tifosi, in questo modo sto vivendo un calcio malato”.

Iniziamo dalle origini, come si è appassionato al calcio ed in particolare a quello femminile?

“Il calcio è una passione che dura da sempre, iniziai a giocare nella squadra di mio padre, all’epoca presidente del Posillipo, era la seconda squadra cittadina veramente fortissima per i campionati d’Eccellenza; ricordo il Denza sempre pieno. Da adulto presi l’Ischia Calcio, dove in tre anni facemmo benissimo salendo di due categorie e vincendo la Coppa Italia di Serie D, raggiungendo anche la promozione in Serie C. Nel 2004 ho conosciuto il mondo del calcio femminile e l’ho sposato subito a pieno, tra presidenza onoraria o sponsor, mi sono dato anima e corpo alla società del Napoli Femminile, vincendo campionati di C, B e approdando in A”.

Quando ha maturato la decisione di investire nel calcio femmine? C’è stata qualcosa che l’ha convinta?

“Mi ha convinto perché, sono riuscito a realizzare al femminile il sogno che avevo per il Napoli maschile quando provai a risollevare il fallimento di Ferlaino e Corbelli ma non si crearono le condizioni giuste. L’ho realizzato nel femminile rappresentando 20 imprenditori campani con cui siamo riusciti a creare quel piccolo azionariato popolare che spero di incrementare anno per anno, perché solo così Napoli può combattere con i grandi club del Nord”.

Ricollegandoci a quanto detto prima, ha avuto contatti con De Laurentiis per una possibile unione?

“Ad oggi il progetto è autonomo dal maschile perché De Laurentiis, non ha mai voluto sposare il femminile, siamo due mondi veramente opposti. Se vogliamo combattere i grandi club del nord dobbiamo sicuramente fortificare i settori giovanili, non solo della Campania ma di tutto il centro-sud dove c’è ben poco per il femminile. L’obiettivo è quello di prendere tutti i talenti nati in queste zone e portarli a Napoli. Ad oggi stiamo facendo già un gran lavoro, lo faremo ancora meglio quando si avrà l’ufficialità della firma per un contratto con un campo che, per scaramanzia, non dico, dove andremo a formare le foresterie e la casa del Napoli Femminile dal settore giovanile alla prima squadra”.

L’obiettivo di cui ha parlato è a lungo termine o vuole successi in pochi anni?

“Io credo che facendo questo azionariato popolare diffuso, con degli sponsor che non dimentichiamo sono tutti napoletani e marchi ben noti come CarpisaYamamayIdea Bellezza…quindi una squadra fatta in casa; a me fa piacere che non sono solo, ma che ci sono imprenditori che credono nel progetto femminile e ben vengano altri 20/30 imprenditori campani che sposano la mia idea. A me piace fare il calcio femminile perciò quest’anno sono io il presidente, ma nelle prossime stagioni se qualcuno volesse farlo si fanno le elezioni come tutti i grandi club fanno e si elegge tranquillamente. Quest’anno mi hanno eletto presidente e ne sono fiero e contento, ho delle colpe che sto combattendo anche io per la Serie B, se sbaglio è giusto che ci sia un ricambio, ma se credono in Carlino lui ci sarà sempre”.

In altre occasioni ha dichiarato che il suo obiettivo principale era portare il Napoli in A e poi battere la Juve. Il primo traguardo è stato raggiunto, il secondo non ancora. Cosa si aspetta? Ma soprattutto, cosa significherebbe per la squadra raggiungerlo?

“All’andata c’eravamo quasi riusciti con un primo tempo strepitoso, forse meritavamo qualcosa di più, una delle partite più belle della stagione, ma non c’è solo la Juventus. Il Napoli deve batterle tutte, nel calcio femminile non esiste questo odio…c’è molto più fair play, per questo l’ho scelto, e mi piacerebbe che anche il maschile tornasse a questi valori. L’obiettivo di tutti noi soci, non è contenderci la partita con la Juve ma batterla e lottare per lo scudetto con quest’ultima. Le prossime 5 partite saranno 5 finali per rimanere in serie A, altrimenti tutti questi discorsi sono vani. Non avrei mai giocato in queste condizioni, è un campionato atipico, dove la squadra ha pagato molto tra infortuni e positività al Covid, ma lo stiamo affrontando con tanti sacrifici. Speriaml che in queste ultime partite anche la fortuna giri dalla nostra parte e che la squadra raccolga quello che merita.”

Dal punto di vista umano, prima che presidente, qual’è la mentalità che vuole trasmettere alle ragazze?

“Le ragazze lo sanno, sono voluto bene da loro perché le coccoliamo, le trattiamo come figlie, abitano in un paradiso; più di quello che stiamo facendo non possiamo, ma perché lo meritano e sono molto attaccate alla maglia, alla città, anche le straniere appena hanno visto Napoli l’hanno amata, sono sicuro che se dovessero andare via, piangerebbero. Ed ecco proprio questi sono i valori del femminile, nonostante molte ragazze abbiano solo il rimborso spese lo fanno tutte come professioniste lavorando sodo e dedicandosi completamente al calcio. Se poi ci fanno vincere queste ultime partite e ci salviamo, allora tutto ha il giusto merito.”

Lei pensa che ci siano margini di crescita nel calcio femminile italiano?

“Si tantissimo, abbiamo iniziato l’anno scorso con i Mondiali, sicuramente con gli Europei avremo ancora più riscontro; abbiamo dei settori giovanili in crescita paurosa. Quando abbiamo iniziato nel 2004 facevamo fatica a metterne 11 in campo, adesso facciamo fatica a scegliere chi escludere, purtroppo. Inoltre, si è quintuplicato il numero di iscritti delle ragazzine, se prima c’era il dubbio delle famiglie, adesso vedo che le famiglie spingono le ragazze a giocare a calcio.”

Se dovesse mandare un messaggio ai tifosi, cosa direbbe?

“Dico che ci credo tantissimo, sono fiducioso che rimarremo in Serie A, sicuramente vivremo queste partite con un cardiologo dietro la porta, ogni partita soprattutto il sottoscritto la vive in maniera intensa. Quando l’arbitro fischia il calcio d’inizio la vivo diversamente dal settimanale, molta più tensione, sono il primo tifoso di questa squadra, torno a casa senza voce. Non vedo l’ora di raggiungere la sicurezza di restare anche il prossimo anno in Serie A, per poi ricominciare in tutt’altra maniera l’anno prossimo anche dal punto di vista della tifoseria e trasformare tutti i punti negativi di quest’anno in positivi.”

Riavvolgendo il nastro, cosa le ha trasmesso questa squadra e quest’esperienza?

Questa squadra mi ha dimostrato tanta passione e amore per lo sport femminile e il calcio. A me personalmente ha insegnato che purtroppo devo cercare di essere più razionale in certi momenti della stagione, e forse oggi non ci saremmo trovati ancora in questo incubo salvezza.

Per concludere: cosa ne pensa del Napoli maschile?

“Credo che abbia perso una grande occasione, di lottare per lo scudetto , date le potenzialità della rosa, è un caso ma ci troviamo nella stessa situazione, solo che una lotta per la Champions e noi lottiamo per la salvezza , e qui ci siamo arrivati con tanti sacrifici e con tanti infortuni come il Napoli, speriamo di festeggiare a fine stagione per tutte e due le squadre”.

Renato Aorta

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