Siamo nell’estremo sud d’Inghilterra, in un’area portuale, dove ad oggi, vivono circa 200 mila persone e quel 10 gennaio 1999, proprio di fianco al porto, viene al mondo Mason Mount. Siamo a Portsmuoth, città che storicamente, non ha mai donato al football giocatori di livello assoluto, ma il Portsmouth Football Club è un club molto rispettato in tutto il Regno Unito, contenente nella propria bacheca 2 Premier League e 2 FA Cup. Mount proviene da una famiglia con il calcio nel sangue, il padre seppur non è arrivato a livelli stratosferici, è stato un calciatore di No-League, e a fine carriera ha iniziato ad allenare. Con il passare degli anni, è il padre di Mason stesso, che trasmette al piccolo la passione per questo sport, tant’è che è sempre presente nelle sue prime partite, quando inizia a giocare per un’accademia della sua città. Il primo club a notare le qualità eccellenti del ragazzino è stato il Chlesea, che in breve tempo lo porta nella sua academy. Appena arrivato quindi ai Blues, il talentuoso ragazzino di Portsmouth, ha un incontro faccia a faccia con Roman Abramovich, il presidente, che gli dice le seguenti parole “John Terry è stato l’ultimo giocatore dell’academy ad esordire e confermarsi in prima squadra”, Mount, anticipandolo, risponde “Ed io sarò il prossimo”.

Sintomo di determinazione, convinzione dei propri mezzi, che il ragazzo avverte già in tenera età. Mezzi che in breve tempo, lo portano a vincere tanto a livello giovanile: 2 FA Youth Cup, 1 Europeo U19 con la Nazionale ed una Youth League, la Champions League riservata agli U19. Al momento del salto in prima squadra, nell’annata 2017-2018, l’allora 18 enne, non viene aggregato per il ritiro pre-stagione, portandolo alla decisione di richiedere il prestito in Olanda, ai giallo neri del Vitesse. Qui mostra a tutti sprazzi di calcio, quello ‘vero’ : tecnica, visione di gioco e personalità lo portano a diventare uno dei miglior giovani dell’Eredivise e conclude il campionato con 8 gol e 9 assist messi a referto, in 29 presenze.

A questo punto, torna ai Blues, ma la società decide di mandarlo nuovamente in prestito, per consacrarsi definitivamente. Il Derby County, squadra di Champioship, ne acquisisce le prestazioni per un anno. Al Derby lo allena Frank Lampard, icona storica dei Blues, il quale tratta il classe 1999’ come un figlio e gli mostra qualche ‘trucchetto’ del mestiere. Non può che essere positiva la sua stagione: mette a referto 8 gol e 5 assist in 44 presenze, aiutando il Derby County a raggiungere i play-off per la Premier League.

Sul fine stagione, dopo un anno con Lampard, Mason ha acquisito ormai quella consapevolezza e quella convinzione di poter farsi spazio nella squadra dei suoi sogni, ed è proprio da qui che inizia la sua ascesa. Il 18 agosto arriva, alla prima giornata di campionato, il suo esordio tanto sperato e tanto aspettato, dopo due anni in prestito, con le porte dei Blues che gli si stavano quasi per chiudere in faccia. Lui ci ha sempre sperato ed ha sempre lottato, dimostrando tutte le sue qualità. Termina l’anno con ben 8 gol in Premier League e tante buone prestazioni.

Quest’anno, il talento di Portsmouth, è diventato ormai un titolare fisso della scacchiera di Tomas Tuchel, allenatore che tanto bene sta facendo sulla panchina blues, portando il club in semifinale di Champions. Poco tempo fa è diventato il più giovane marcatore della storia del Chelsea a segnare un gol nella fase ad eliminazione diretta di Champions, a soli 22 anni e 87 giorni. Dal porto di Portsmouth al centrocampo Blues, l’erede di Frank Lampard, Mason Mount.

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