La parabola di Philip Walter Foden è stata tanto in discesa, quanto però ricca di aspettative. Destino ha voluto che sin da ragazzino venisse adocchiato da un certo Pep Guardiola, il quale, senza alcun tipo di remora, non ha esitato a sbatterlo – nel senso positivo del termine – in prima squadra, facendolo diventare di li a poco imprescindibile.

Sembra strano dirlo per un ragazzo di quasi 21 anni, ma la sua definitiva consacrazione sul palcoscenico europeo sta avvenendo ora e dinanzi ai nostri occhi.
Sin da subito si erano potute intravedere quelle che sarebbero potute essere le sue infinite qualità; l’intelligenza e la maturità, però, con le quali sta affrontando queste sfide ad eliminazione diretta di Champions sono di un’assurdità a tratti disarmante.

Maturità nel leggere il momento della partita, elevatissime doti tecniche palla al piede condite da pregevolissima eleganza, fanno sembrare Foden un qualsiasi calciatore di altissimo livello che calca quei campi da oltre dieci anni. Una sorta di veterano di guerra per intenderci.
La cosa che non andrebbe mai dimenticata quando si parla di lui è che la carta d’identità, nella sezione data di nascita, segna sempre 28 Maggio 2000.

Come Phil Foden ne nascono ben pochi, ed ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, Pep Guardiola ci ha visto lunghissimo.

Ugo Casadio

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