Pelé, Ronaldo, Kakà, Ronaldinho: solo quattro, dei tantissimi fenomeni che il Brasile ha donato al gioco del calcio. Una nazione in stato di puro degrado, in cui sei abbandonato al tuo destino nelle favelas, ed un futuro devi obbligatoriamente crearlo da solo, sognando di vivere in un continente ricco, come l’Europa.
Sì, l’Europa.
Neymar, Casemiro, Marcelo, e moltissimi altri ragazzi ce l’hanno fatta, hanno esaudito i propri sogni, contro la povertà del loro paese.
Il fato ha voluto che in una piccola regione di Rio De Janeiro, a San Gonçalo, un ragazzo di nome Vínicius, esaudisse i propri sogni solo 16 anni dopo la sua nascita.
“Vini” nasce il 12 luglio del 2000 da una famglia povera, aiutata economicamente dallo zio.
Si avvicina al mondo del calcio guardando le magie di Robinho, altro fenomeno che ha trovato fortuna in Europa.
All’età di 6 anni, i genitori lo iscrivono al Canto do Rio, una scuola di futsal, sport che aiuterà tantissimo il piccolo nel suo sviluppo tecnico e mentale.

In soli 3 anni diventa uno dei prospetti più intressanti di tutta Rio de Janeiro, difatti il Flamengo lo chiama per un provino, che ovviamente passa.
Nei primi giorni alle academy rossonere, il talento di San Gonçalo viene impiegato da terzino sinistro ma il suo dribbling, la sua velocità e la sua propensione ad offendere, portano il suo allenatore a cambiare idea che lo sposta in attacco, dove può esprimere al meglio le sue potenzialità, agendo “da 10”.
Il ragazzo ha la stoffa del fenomeno, tant’è che in poco tempo scala tutte le categorie arrivando a soli 16 anni in prima squadra.
L’esordio arriva un anno più tardi: gioca la sua prima partita da professionista il 13 maggio 2017 contro l’Atletico Mineiro e dopo soli due giorni arriva il rinnovo di contratto per 5 anni, con una clausola di 45 milioni di euro.


Clausola che verrà pagata al Real Madrid soltanto una settimana più tardi, ma Vínicius è costretto a rimanere al Flamengo per almeno un altro anno, vista la tenera età.
All’inizio della stagione 2017/2018, fresco di medaglia d’oro al campionato sudamericano under 17, diventa un titolare fisso del Flamengo e ogni partita convince Florentino Perez di aver fatto l’investimeno giusto. Conclude la stagione con 7 gol all’attivo ed è finalmente arrivato il momento di esaudire il sogno di una vita e partire finalmente per l’Europa, lasciandosi alle spalle il passato complicato: è il momento del trasferimento in Spagna, in uno dei club più prestigiosi al mondo.


Il brasiliano svolge il ritiro estivo con la prima squadra blanca, andando anche in tournée, ma per l’inizio del campionato la dirigenza decide di fargli fare esperienza al Castilla: durerà 1 mese, il passaggio fisso ‘in primera’ è inevitabile.
L’esordio arriva in un derby contro i tanto odiati Colchoneros, il 29 settembre 2018.
Un anno dopo arriva anche l’esordio con la Seleçao, esaudendo così un altro sogno di vita: la casacca verdeoro.
Entra nell’olimpo dei marcatori del clasico il 4 marzo 2020, segnando per la prima volta contro il Barcellona.
Víni è ancora un calciatore immaturo, ha ancora tanti difetti ed ha tantissimo da migliorare.
Sotto i comandi di Zinedine Zidane è diventato uno dei giocatori più importanti del Real Madrid e sta pian piano affinando i suoi punti deboli. Ha ancora da perfezionare il tiro ed il passaggio, ma stiamo parlando di un 2000 che ha grande gamba, grande velocità e rapidità. E’ da poco diventato il più giovane a segnare una doppietta nei Quarti di finale di Champions contro il Liverpool, simbolo di grande personalità.


I blancos hanno in casa un gioiello e la dirigenza sa che va tenuto stretto.
Vini Jr in pochi anni potrà essere uno delle ali più forti al mondo, è solo una questione di tempo.

Albino Gigante

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