Per ritrovare l’ultimo apparizione della Fiorentina in ambito europeo, bisogna ritornare indietro di 5 anni, nella stagione 2016/2017. Dopo due discreti posizionamenti in classifica negli anni successivi, il primo crollo della Viola si verifica nella stagione 2018/2019. Io neo-presidente americano Commisso, torna nella sua terra d’origine con tanta ambizionil e volontà di riportare il club toscano nel calcio d’élite. Le cose non vanno come si sperava ai blocchi di partenza e il club riesce ad evitare la retrocessione nella Serie Cadetta, solo all’ultima giornata ottenendo un pareggio a reti bianche contro il Genoa.

Se nella stagione seguente il pericolo retrocessione si allontana, ottenendo un piazzamento al decimo posto, quest’anno si è rivelato nuovamente un vero flop. Tanti soldi spesi dal numero uno viola; le condizioni per far parte quantomeno della parte sinistra della classifica c’erano. Una squadra che sulla carta, contando sul mix di giovani ed esperienza, poteva sognare un ritorno nelle coppe europee, si ritrova ancora una volta in bilico per non retrocedere. Un parco giocatori sulla carta molto interessante, ma forse poco funzionale dal punto di vista dell’assortimento. Un altro problema da risolvere sarà quello di scegliere una guida tecnica idonea, per avviare un progetto serio e coeso per il futuro. Dopo aver confermato Iachini tra lo scetticismo generale, fare ciò senza esserne convinti al 100%, può portare solo maggiore confusione all’interno di un club. La squadra sembrava essere costruita per fare un determinato calcio rispetto a quello dimostrato, soprattutto dopo quanto ricercato sul mercato. Dopo l’esonero dello stesso Iachini, la scelta della dirigenza ricade su Cesare Prandelli: anche questa decisione si rivela un flop continuo. Il nuovo ciclo del tecnico, che aveva già allenato e condotto in palcoscenici importanti la Fiorentina, si interrompe dopo soli 4 mesi. La passione per questa squadra e i colori, lo hanno costretto a provare a dare un aiuto alla sua vecchia Fiorentina, dieci anni dopo l’ultima volta; ma questi pochi mesi non hanno fatto altro che logorare e minare la serenità del tecnico.

Cesare aveva chiesto a più riprese alla squadra di entrare nell’ottica di chi doveva salvarsi a tutti i costi. I ragazzi, consapevoli della situazione, non riescono a reagire e, in campo la tensione di peggiorare ulteriormente la situazione si avverte tanto. Prandelli è il primo a soffrire di tutto ciò, è dichiara di non ritrovarsi più a suo agio in questo calcio moderno e frenetico, dunque si solleva dall’incarico. Al suo posto tornerà nuovamente Beppe Iachini, e gli si chiederà soltanto di condurre la squadra verso la tanto bramata salvezza. A 2 giornate dal termine del campionato, con un margine di 8 punti di vantaggio, dal Benevento terzultimo, la Fiorentina può definirsi aritmeticamente salva.

In estate Commisso e la dirigenza, dovranno confrontarsi nuovamente per rilanciare definitivamente le ambizioni. Tra i diversi nomi accostati ai Giugliati, quello più frequente è quello di Gennaro Gattuso. Il tecnico calabrese, in rottura con il presidente De Laurentiis, salvo clamorosi colpi di scena, potrebbe lasciare Napoli e recarsi presso Firenze. Stando alle ultime indiscrezioni, l’attuale allenatore dei partenopei vorrebbe garanzie sul progetto: su tutte spicca la volontà di poter contare su di un gruppo giovane. Calciatori come Castrovilli e Dusan Vlahovic, esploso definitivamente nella seconda parte della stagione dal punto di vista realizzativo, dovranno essere la base solida per costruire una Fiorentina, che manca da troppo tempo nelle zone nobili della classifica.

Davide D’Alessio

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