A parziale discolpa di quanto seguirà va detto, per dovere di cronaca, che è stata una stagione complicatissima da gestire. Una situazione in cui tutti ci si sono ritrovati per la prima volta, senza alcun tipo di riferimento.

Venendo a noi, invece, va detto che al netto di tutte le difficoltà sopracitate, c’è stato un numero troppo elevato di situazioni ambigue, prive di chiarezza e di vera e propria regolamentazione.

La prima vera difficoltà sopraggiunse con la celeberrima sfida tra Juventus e Napoli che si sarebbe dovuta tenere allo Stadium ma che fu rinviata a causa di una doppia positività in casa azzurra (nonostante il protocollo prevedesse ben altro numero).
Dopo alcuni mesi si è deciso di recuperarla nel mese di aprile, ma nonostante tutto non si è mai avuta una reale chiarezza in merito.

Sotto inchiesta c’è stata anche MilanJuventus, tenutasi nella parte finale del girone d’andata, nella quale, nonostante le circa 7 positività tra entrambe le compagini, si prese la decisione di disputare la partita. Il tutto, come se ce ne fosse bisogno tra l’altro, finì per gettare ulteriore polvere su un protocollo ed una regolamentazione sui quali neanche probabilmente i diretti interessati avevano le idee ben chiare.

Situazioni differenti per modalità, ma non per la poca chiarezza, sono state sia quella di designare il sig. Mazzoleni al Var per la partita BeneventoCagliari dopo il polverone creatosi la settimana precedente nella circostanza del gol annullato a Victor Osimhen. Sia la decisione, alquanto discutibile, di lasciar giocare un JuventusInter, fondamentale per la corsa Champions, al Sabato mettendo il Napoli, che ha giocato l’indomani, in una condizione di doppia pressione psicologica ritrovandosi praticamente costretto a vincere, conoscendo il risultato della diretta concorrente al quarto posto.

Ultima ma non ultima, la decisione – forse la più assurda di quelle elencate – di far giocare il recupero di una partita (LazioTorino) che si sarebbe dovuta tenere circa 3 mesi addietro, prima dell’ultima giornata all’interno della quale si sarebbe dovuto tenere lo scontro diretto per la salvezza tra Torino e Benevento. Premesso che i campani sono retrocessi unicamente per propri demeriti, la Lega ha nuovamente preso una decisione piuttosto ambigua e probabilmente priva di ogni logica.

Non per ieri, non per oggi, non per domani, bensì per una conseguenza di eventi e di decisioni prese in maniera discutibile, è proprio il caso di dirlo: cara Lega, non ci siamo.

Ugo Casadio

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