Era il 2001 quando cessava finalmente, la Guerra Jugoslava iniziata nel 1991. Guerra orrida, brutale che ha segnato in negativo una delle pagine più brutte dei paesi balcanici. Appena terminato il conflitto, uno dei primi paesi ad ottenere l’indipendenza fu la Croazia. E se prima conoscevate essa solo per lo splendido mare o i paesaggi mozzafiato, beh vi sbagliavate. Nella patria slava, anche se apparentemente non sembra, si vive di giorno in giorno solo di calcio. Sono anni che la Croazia a livello nazionale scala il Ranking europeo alla ricerca di un posto favorevole, e soprattutto è ormai tempo che le sue squadre, Dinamo Zagabria, Hajduk Spalato, Rijeka e molte altre, tentano l’assalto anche all’Europa. Ma andiamo con calma, c’è da sottolineare la finale raggiunta dai croati nell’ultimo Mondiale, quello russo. Un traguardo storico incredibile, un sogno, conclusosi solo contro la Francia all’ultima tappa. Ma c’è ancora qualcosa, di cui nessuno parla mai, della qualità e della storia delle squadre del campionato croato, la Prva Hrvatska Nogometna Liga.Torneo a 10 squadre, interessante anche il piazzamento in classifica per i premi Champions ed Europa League. La vincitrice del campionato infatti, si qualifica per il secondo turno di play-off in Champions League. Mentre la seconda classificata paradossalmente si iscrive di diritto al primo turno preliminare della massima competizione europea. Agli spareggi di Europa League ci va invece la quarta classificata. Il club più blasonato in Croazia è senz’ombra di dubbio la Dinamo Zagabria, prima tappa che racconteremo in questo splendido viaggio nell’Europa dimenticata. Squadra che preannunciò in un certo senso, nella sfida contro la Stella Rossa nel 90’l’inizio della Guerra Jugoslava.

Zagabria che tra l’altro è la capitale del paese, e la società gode di tantissimi trofei conquistati in patria, 21 gli Scudetti e 16 le Coppe Di Croazia. Basti pensare che la Dinamo è la “casa madre”, di campioni come Luka Modric, Mateo Kovacic e Dani Olmo tutti cresciuti ed esplosi con la maglia “blue” del club della capitale. La Dinamo viene fondata nell’Aprile del 1911 con la denominazione “Gradanski Zagabria”, acquisirà il nome attuale solo nel 2002 nel post guerra, ma esso fu pensato già durante l’edizione della Coppa Dei Balcani. Lo stadio della squadra è il Maksimir, sorge a est della capitale e fu costruito nel 1912. Quest’impianto ha ospitato anche due gare del campionato europeo disputatesi nel 1976. Il primissimo però, terreno di gioco fu lo Stadion Koturaška, che apparteneva al Gradanski Zagabria.

Abbiamo prima accennato i talenti che sono nati nel vivaio della rosa, ma sotto quest’aspetto importantissimo con la crescita dei giovani, è giusto citare un accordo raggiunto con un altro club. Nel 2006 la Dinamo Zagreb ha stretto un accordo di simbiosi con la Lokomotiva Zagreb,società all’epoca militante nel torneo locale di quarta serie croata, che è divenuta sua procacciatrice di giovani talenti. Per effetto dell’accordo la Lokomotiva Zagreb ha ottenuto un ingente afflusso finanziario e un notevole innalzamento tecnico, che le ha consentito tre promozioni consecutive fino a raggiungere la massima categoria nel 2009.Questa scelta assieme alla partecipazione ai massimi livelli della Lokomotiva, ha portato a forti polemiche nei confronti della Dinamo poiché eserciterebbe il controllo del campionato e della federazione. Per questo motivo e non solo, sono tanti i rivali in patria e non. Basti pensare che i rapporti tra i tifosi della Dinamo Zagabria e quelli serbi,albanesi non è nemmeno paragonabile un minimo alla rivalità che c’è in Italia. Le motivazioni risalgono ovviamente alla Guerra Jugoslava, che porta tutt’oggi conseguenze preoccupanti nei paese coinvolti. In Croazia la situazione non cambia tanto, perché come opponenti al tifo organizzato della Dinamo, c’è quello dell’Hadjuk Spalato. Ma soffermiamoci per il momento, sul mondo dei supporters “blue”della capitale. Sebbene durante la storia della società si siano formati tanti gruppi di tifosi organizzati, il più importante è senza ombra di dubbio quello dei Bad Blue Boys. Torce, cori, battimani e pyroshow erano gli ingredienti principali del tifo della Dinamo prima della pandemia. Supporters sfegatati, seguivano la squadra in massa nel paese e in Europa. Memorabili sono gli eventi accaduti in Coppa Uefa a Udine è ancora più recenti gli scontri con i bergamaschi nella Champions del 2019.

Quest’anno la Dinamo ha ruggito ancora una volta in campionato, aggiudicandosi il 22esimo titolo, a sorpresa subito sotto la capolista c’è l’Osijek. Il club di Zagabria ha però stupito quest’anno anche in Europa League, dove, ha raggiunto i quarti di finale dopo aver eliminato agli ottavi con una rimonta da capogiro, il Tottenham di un certo Josè Mourinho.

La corsa europea è terminata però contro il Villareal che addirittura a breve si giocherà la finale contro il Manchester United. Una storia pazzesca, quella del club più vincente della Croazia, tifo assurdo, palmares da fantascienza e storia recente legata incredibilmente alle sorti della guerra. Beh, se prima conoscevate questo paese appunto per il conflitto, o per le vacanze estive, vi consigliamo vivamente di andarci anche per il calcio, paesi a cui è stato tolto tutto all’improvviso, e cosa succede se non si ha nulla? si pensa in grande e si gioca a pallone, semplice.Al prossimo appuntamento, in giro per l’Europa dimenticata.

Vincenzo Natale

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