Premessa: questa non si propone come un’esenzione da colpe per l’allenatore calabrese, bensì come un incentivo al ringraziamento.

A Rino Gattuso circa un anno e mezzo fa fu affidato probabilmente il Napoli peggiore dell’ultima decade. Una squadra che non per qualità, ma per emotività, era totalmente allo sbando. I primi mesi furono un calvario, chiunque venisse schierato sembrava non essere in grado di giocare a tali livelli.

Nulla però riuscì a destabilizzare Ringhio. Con il duro lavoro e con un allenamento in primis psicologico è stato in grado di ribaltare le sorti di una stagione quanto meno particolare. A giugno trionfa in finale di coppa Italia annullando praticamente sia Dybala che Ronaldo, aizzandosi a capostipite del popolo al ritorno col trofeo nella stazione di Afragola.

Nella stagione appena conclusa, le aspettative riposte inizialmente erano ben altre (va detto con chiarezza). L’inizio fu esaltante con i 4 gol rifilati all’Atalanta di Gasperini, con un Osimhen che fino alla partita con il Bologna lasciava presagire una grande annata.
Sorte ha voluto che però l’attaccante nigeriano s’infortunasse gravemente in un’amichevole con la Nigeria. Da lì in poi sono susseguiti una serie di avvenimenti totalmente sfortunati a causa dei quali il Napoli si ritrovó a giocare ogni 3 giorni per svariati mesi con il solo Petagna.

Da quel momento, sino all’uscita dall’Europa League con il Granada, tutta l’opinione pubblica desiderava vivamente la testa di Gattuso, non curanti di tutte le ottemperanze.

Con la squadra nuovamente al completo, gli azzurri hanno effettuato un girone di ritorno da scudetto, arrivando a dipendere da se stessi all’ultima giornata contro il Verona nella corsa Champions. Sappiamo tutti purtroppo com’è andata a finire, quello che però non tutti sanno, è che nessuno avrebbe potuto ottenere risultati dignitosi con quel numero di infortuni e con una società che tutto fa, purché guardarti le spalle. Ad un certo punto della stagione sono rimasti ai box contemporaneamente: Osimhen, Mertens, Petagna, Lozano. Un po’ come se all’Inter privassi per due mesi di Lautaro e Lukaku.

Il mister non è di certo esente da colpe, ma non è assolutamente il principale artefice del mancato approdo in champions dei partenopei.
A Rino Gattuso va il più grande in bocca al lupo per la sua nuova esperienza alla Fiorentina.

Ugo Casadio

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