Se la scorsa volta abbiamo parlato di Zagabria e del club più titolato del paese, stavolta ci spostiamo a Fiume, o meglio a Rijeka. Era infatti il 12 Settembre del 1919 quando scattò l’impresa di Fiume, missione imposta da Gabriele D’Annunzio che invase per circa 16 mesi il territorio sottraendolo ai croati, ai serbi e agli sloveni. La città fu annessa al Regno D’Italia è quella fu solo una delle tante occupazioni che la Croazia subì da altri stati. Memorabile è ancora la durissima Guerra Jugoslava che coinvolse Fiume particolarmente, essa era un punto strategico per i croati ma lo era anche per gli sloveni. Fatto sta che anche la gente, il popolo, italiano o slavo che fosse ha iniziato a trovare in una cosa una sorta di liberazione, quasi un passatempo. Sapete qual’è questa cosa? Il calcio. La squadra di Rijeka fu fondata nel 1926, proprio durante l’annessione al Regno D’Italia, il nominativo non è però quello attuale ma bensì Fiumana. Il club partecipa nel 1828 anche al campionato italiano, ma si scioglie al termine della seconda guerra mondiale, in seguito alla cessione di Istria e di Fiume alla Repubblica Di Jugoslavia.

L’attuale club ha origine nel 1946 con il nome di SD Kavarner e partecipa subito al massimo campionato croato, la Prva Liga.Nel 1954 arriva la svolta, un periodo favorevole consente alla società di cambiare il nome in quello attuale, ovvero Rijeka riconosciuto anche dalla Uefa negli anni a venire. Il periodo migliore della squadra inizia sul finire del decennio, con la conquista della Coppa Dei Balcani e di due Coppe Nazionali,nel 1977-1978 e nel 1978-1979. Il Rijeka partecipa quindi anche ad altrettante edizioni alla Coppa Delle Coppe,ottenendo come miglior risultato l’approdo ai quarti qui sconfitto dalla Juventus. Qualche anno dopo arrivano anche altri due quarti posto in campionato, e avviene anche l’esordio nella Coppa Uefa: in particolare, nell’edizione del 1984-1985, la squadra elimina subito il Real Valladolid, ma viene battuta nel secondo turno dai futuri vincitori del Real Madrid, che comunque perdono per 3-1 l’andata giocata in Jugoslavia.

Successivamente il Rijeka disputa anche la finale della Kup Maršala Kita nel 1986-87 ma è sconfitto dall’Hadjuk Spalato. Al pari delle altre squadre croate, e in seguito all’inizio della dissoluzione della Jugoslavia, il club gioca per l’ultima volta nel medesimo campionato.Viene poi inserito nella neonata massima divisione del calcio croato, dalla quale non è mai retrocesso. Va molto vicino a vincere il primo titolo già nella stagione 98’-99’, infatti all’inizio dell’ultima giornata è in testa ma con un solo punto di vantaggio sulla Dinamo Zagabria , solo che poi gli avversari vincono mentre il Rijeka non va oltre al pareggio. Il secondo posto finale permette comunque il primo accesso alla Champions League, ma il Partizan ha la meglio nel secondo turno preliminare. Arrivano poi due Coppe Di Croazia nel 2004-2005 e nel 2005-2006 quando si registra anche un altro secondo posto in campionato.

Negli anni seguenti il Rijeka finisce generalmente nelle parti alte della classifica, e nella stagione 2013-2014, dopo aver eliminato anche lo Stoccarda nei preliminari, ottiene la prima partecipazione alla fase a gruppi dell’Europa League.Chiude all’ultimo posto, tuttavia a fine stagione arriva la terza Coppa Nazionale,che è seguita dalla prima Supercoppa in quella successiva. Qui avviene anche un altro accesso ai gironi di Europa League: non va molto meglio, tuttavia i croati hanno la soddisfazione di pareggiare contro i futuri vincitori del Siviglia e di battere il Feyenoord. Successivamente il Rijeka mette in bacheca anche lo Scudetto nella annata 2016-2017 negando il 12esimo scudetto alla Dinamo Zagabria.

Quest’anno ha partecipato all’Europa League affrontando il Napoli nei gironi, ed ha terminato il campionato classificandosi terza. Dal 2015 il club gioca le proprie gare casalinghe nello Stadio Rujevica, situato nell’omonimo sobborgo di Fiume, avente una capienza di 8 279 spettatori. È stato modificato poco prima, ed è utilizzato in attesa della costruzione del nuovo Stadio Cantrida, questo, stretto tra mare e montagna, ha attualmente una capacità di 10 261 spettatori. L’11 luglio 2014, il presidente del club, Damir Mišković, ne ha illustrato i dettagli del progetto: lo stadio attuale verrà demolito e verrà sostituito da un nuovo impianto che sorgerà nello stesso posto (ad aprile 2019, il vecchio stadio non è ancora stato demolito). Il 12 aprile il club comunica che il nuovo stadio verrà costruito insieme al partner cinese TIEC: avrà una capacità di 14 600 posti a sedere tutti al coperto, sarà senza pista d’atletica ed apparterrà alla quarta categoria Uefa.

Il Rijeka è supportato dal 1987 dal gruppo del tifo organizzato “ Armada”, il nome fu ideato in un bar al Ri, un centro commerciale della città di Fiume. I rapporti sono tesi con la maggior parte delle tifoserie balcaniche, in patria è guerra spietata con i Bad Blue Boys della Dinamo e i Torcida del Hadjuk Spalato. Gli ultras di Fiume si posizionano in casa nella curva ovest della struttura, la “Zapad” e sono famose le loro coreografie e le torciate classiche dei supporters jugoslavi. Il simbolo del gruppo è uno squalo, che rappresenta la città di Fiume, esso è raffigurato in tanti murales nei dintorni e segni di appartenenza al Rijeka possono trovarsi anche fuori dalla città, tipo al confine con la Slovenia e nei distretti di Malinsca e Laurana.

Oggi abbiamo trattato una squadra dalla storia interminabile, con una città contesa da sempre tra Italia, Croazia e paesi slavi, ma l’unica cosa che ha salvato e dato appartenenza a questo popolo è sempre stato lui, il calcio. Che dio lo salvi, noi ci rivediamo per la prossima tappa in giro per l’Europa, nel frattempo una visita a Fiume non farebbe male.

Vincenzo Natale

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