Vila-real, Spagna.
Una realtà situata nella provincia Castellòn, da circa 50 mila abitanti.
Il club è il Villarreal e giovedì sera ha alzato al cielo la UEFA Europa League.
Prima di questa, 98 anni di storia, 0 titoli in patria e 2 coppe Intertoto, manifestazione ormai estinta.
L’artefice di questa favola? Unai Emery.
Uno spagnolo, scaricato dall’Arsenal.
Nel suo palmarès ne conta 4 di Europa League, con una finale persa.
Il Re indiscusso, di questa competizione.
Il cammino del ‘submarino amarillo’ inizia lo scorso 22 ottobre contro il Sivasspor, in casa, ed inizia subito nel migliore dei modi: 5-3 e primi 3 punti.
Si vola poi in Azerbaijan in una trasferta ostica, vinta 1-3 contro il Qarabag.
Seguono il 4-0 in casa contro il Maccabi ed il replay fuori casa terminato per 1-1, per chiudere il girone dopo lo 0-1 in Turchia (Sivasspor) e 3-0 in casa contro il Qarabag.
Chiuso il girone a 16 punti, gli spagnoli incontrano il Salisburgo ai sedicesimi e dopo un 4-1 complessivo e si qualificano per gli ottavi.
16 squadre rimaste per la vittoria finale e questa volta la mal capitata è la Dinamo Kiev, squadra ucraina.
0-2 fuori casa e 2-0 a Vila-Real: Gerard Moreno e compagni si qualificano per le ‘Final Eight’.

Il prossimo ostacolo è la Dinamo Zagabria, ai quarti di finale. Trasferta ostica in Croazia che i ragazzi di Emery riescono a superare con il risultato di 0-1. Appuntamento in Spagna con il ritorno una settimana piu tardi che gli spagnoli non peccano: è 2-1 e qualificazione alle semifinali.
Ultimo step prima del sogno: questa volta è un viaggio nei sentimenti, Unai Emery incontra la sua ex squadra, l’Arsenal.
L’allenatore è stato all’Emirates solo per un anno ed ha raggiunto la finale contro il Chelsea, persa per 4-1.
All’inizio della stagione seguente è stato esonerato, dopo un inizio non semplice.
I suoi ragazzi lo vendicano: è 2-1 in Spagna e 0-0 in Inghilterra, è finale, si vola a Danzica.

E allora sì, appuntamento con la storia, ma c’è prima da passare l’ultimo ostacolo, i Red Devils di Edi Cavani.
Il finale è uno dei più spettacolari di sempre: dopo un’1-1 si va alla solita lotteria dei calci di rigore dove o tocchi il cielo con le mani o sprofondi all’inferno.
La serie sembra non concludersi mai, segnano tutti ed al momento dei portieri è Geronimo Rulli l’uomo decisivo.
Segna a De Gea e gli para il rigore, il Villarreal è sul tetto d’Europa e lo è anche Unai Emery per la quarta volta.

Ancora una volta il calcio regala uno spettacolo infinito, ancora una volta il calcio ha dato conferma del fatto che, le favole, esistono eccome.

Albino Gigante

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