È ormai noto da tempo che i paesi slavi, balcanici, quelli che un bel po di tempo fa vivevano l’incubo della guerra, oggi sono in piena ripresa nell’economia e anche nel calcio. E se fin ora, abbiamo parlato solo di Croazia, stavolta sorvoliamo anche la Slovenia e proiettiamoci in un paese quasi sempre deperito dall’Europa e dal mondo. Andiamo in Albania. Sottolineiamo una squadra in particolare, che non riguarda la capitale del paese ma bensì di una semplice squadra di operai, nata nei campi da calcio della città riguardante. Siamo a Coriza, zona centro meridionale dell’Albania, città particolarmente famosa per la sua squadra, lo Skënderbeu. A dirla tutta la prima squadra nata nella città è stato il Coriza Calcio nel 1909. In seguito, nel periodo post guerra Jugoslava, è cresciuto tra i giovani lo spirito identificativo nella città e soprattutto è prevalsa la voglia di emergere in una società complicata e impoverita dalla guerra. Nel 1925 nacque dunque lo Skënderbeu, che prende il nome dall’eroe albanese Giorgio Castriota Scanderberg.

Successivamente, a Coriza sorserò nuove società nei campi pubblici nei dintorni, tant’è che si organizzò un primo torneo cittadino dove lo Skënderbeu uscì vittorioso senza troppi problemi. Superata una serie di problemi politici iniziali, la rosa divenne ben presto la squadra più importante della città di Coriza e nel 1926 iniziò a giocare delle amichevoli con squadre di città vicine, come i macedoni del Monastir o i greci del Salonicco e il Kavala. Il club albanese ha vinto il titolo nazionale per ben 5 volte, riuscendo a compiere un’impresa degna di nota è da veri condottieri i calciatori risaltarono in tutto e per tutto le gesta dell’eroe della città Scanderberg. Nel 2015 la squadra è arrivata ad un passo dal sogno, ovvero a qualificarsi per la prima volta alla fase a gironi della Uefa Champions League. Sogno sfiorato perché gli albanesi sono costretti ad abbandonare la competizione nell’ultimo turno dei play off contro la Dinamo Zagabria.

Nonostante l’eliminazione, ha ottenuto la sua prima storica qualificazione in Europa League, tra l’altro è un record anche per le squadre albanesi, essendo diventata la prima squadra del paese ad ottenere la qualificazione ai gruppi dell’Europa League, dato che il Flamurtari vi partecipò quando si chiamava Coppa Uefa. Però ecco che nel momento più importante per il club e per la città, nel 2017 arriva la squalifica pesante da parte della Uefa. In primis lo Skënderbeu perde il titolo del 2015 che gli viene revocato, e successivamente il club viene eliminato dalle competizioni europee per 10 anni. La squadra biancorossa disputa le proprie gare casalinghe allo stadio Skenderbeü, che prende il nome del club perché la zona in cui sorge fu teatro di imprese del condottiero da cui deriva anche la denominazione dello Skënderbeu.

I tifosi sono passionali, caldi e la frangia più calda prende il nome di Snow Wolves, con una mascotte di un lupo ai piedi della curva. Cori e show pirotecnici sono il marchio di fabbrica dei supporters dello Skënderbeu. Il gruppo ostile albanese è in netto contrasto con gli ultras del Tirana, squadra della capitale del paese. Oltre a ciò le rivalità ci sono anche con tantissime tifoserie serbe e greche.

Nella stagione appena conclusasi, il club condotto nel 2017 anche da Agostinelli, ha terminato il campionato nella posizione numero 7 in classifica, pagando ancora caro le tante partite truccate anche nei play off di Uefa Europa League contro lo Sporting Lisbona. Insomma, una squadra nata da combine, quasi dal nulla, anzi dalla semplice voglia dei giovani ed ha concluso il ciclo con i soliti schifosi interessi d’oggi. Una caduta di stile pazzesca, che non eliminerà però le imprese dell’eroe albanese e dello Skënderbeu, la squadra del popolo, della lotta, che a breve tornerà a ruggire nella grande arena di Scanderberg.

Vincenzo Natale

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