Vittoria netta, accompagnata da una prestazione assolutamente convincente. L’Italia di Roberto Mancini sembra voler dimostrare agli scettici quanto sia in grado di esprimersi a livelli altissimi anche in partite che contano.

L’esordio con la Turchia era tutt’altro che scontato. La compagine allenata da Gunes era risultata la miglior difesa delle qualificazioni, riuscendo persino a trionfare sulla Francia di Mbappe, Pogba e Griezmann.

Il leitmotiv della partita è stato quello previsto: gli azzurri in attacco forsennato contro i turchi che avrebbero provato a far male in contropiede.

Nota negativa del match, la direzione arbitrale. Il direttore di gara olandese Makkelie, in collaborazione con il Var, nega nel primo tempo all’Italia un rigore solare per fallo di mano commesso da Demiral.

Nella seconda frazione partite del genere diventano tutto tranne che scontate da sbloccare. Fortunatamente per noi non è stato richiesto il classico assedio degli ultimi minuti.

Tra le tante note positive ne spiccano principalmente due:

  1. questa squadra non può fare a meno di Jorginho. L’italo brasiliano insegna calcio, detta tempi di gioco, entra in tutte le azioni offensive. Toglietemi tutto, ma non Jorge.
  2. Leonardo Spinazzola. L’esterno della Roma fa il bello ed il cattivo tempo sulla sinistra. Diventa totalmente imprendibile per Celik che se lo fa sfuggire anche in occasione del tiro che poi ha portato al gol di Immobile. Chissà che sotto sotto quel paragone con Zambrotta non sia poi del tutto infondato.

Quest’Italia è una delle più forti dal famigerato mondiale 2006 a questa parte, la qualità è tanta, la coesione d’intenti altrettanto. Sognare diventa quasi d’obbligo e non costa nulla.

Ugo Casadio

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