Lilian Thuram, ex calciatore, ha parlato ai microfoni de “Il Mattino“. Di seguito ecco quanto riportato: “Tre anni fa esplose un caso di razzismo che riguardò un calciatore del Napoli, Koulibaly, insultato durante la partita con l’Inter al Meazza. «L’ho conosciuto quando venne a Parigi con il Napoli, allenato da Ancelotti, per la Champions. Ragazzo straordinario, con grandi valori umani, dotato di enorme equilibrio. E molto bravo tecnicamente». Più bravo di Thuram? «I giocatori sono più sviluppati rispetto ai miei tempi e poi non mi piacciono i paragoni». Koulibaly è uno dei tre africani (è nato in Francia da genitori senegalesi) titolari nel Napoli con Anguissa e Osimhen: qual è il significato di questa presenza nella squadra di una città da sempre contro le diseguaglianze e il razzismo? «È una presenza che può aiutare le persone a cambiare la mentalità e ad avere una maggiore apertura verso uomini che hanno un’altra religione e un altro colore della pelle. Certo, è più facile rispettare e ammirare un calciatore della tua squadra, poi bisogna avere lo spesso rispetto per chi incontri in strada».

Osimhen ha conquistato i napoletani. «Bravissimo. Veloce, inquadra molto bene la porta, ha il senso del gol. Lo avevo visto già nel Lille e non mi meraviglia che faccia tante reti nel Napoli». Nato povero a Lagos, è un ragazzo che ha fortissime motivazioni. «Che contano, certo, ma sono diventati grandi calciatori anche ragazzi che non avevano avuto una vita disagiata. Piuttosto, Osimhen può essere d’esempio con la sua storia per tutti quelli che vogliono realizzare un sogno: lui ce l’ha fatta». Il razzismo, lo sanno bene i napoletani, non è solo questione di pelle: c’è anche quello del Nord contro il Sud. «Ho avuto Fabio Cannavaro come compagno al Parma e alla Juventus, ancora ricordo quando partivano gli insulti contro Napoli e i napoletani. Un problema storico è anche quello delle città del Nord che non accettavano le persone che arrivavano dal Sud nel dopoguerra».”

Gennaro Del Vecchio

Fonte foto: Getty Images

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