Quella caramella che da bambino ti piaceva tanto, quella maglietta che da ragazzo ti piace indossare, quel caffè che da adulto ti svolta la giornata: la semplicità mitiga la vita, la semplicità è…Giovanni Di Lorenzo.
Perché più semplice di lui, nessuno mai: da piccolo giocava in attacco e in Toscana era passato troppo poco da quando un mito argentino con la numero 9 si era preso la città.

Quindi Giovanni in automatico diventa Batigol, per gli amici. Un po’ perché la porta la vede come pochi altri, un po’ per la foga agonistica, un po’ per la caparbietà nell’inseguire il suo sogno. Poi, sempre perché è un ragazzino semplice, decide di seguire i suoi sogni finendo alla punta dello Stivale, alla Reggina. Rimane senza squadra, nel 2015 a 22 anni va a Matera. Città meravigliosa, meno meravigliose invece le malelingue.

La favola di Giovanni Di Lorenzo

FLORENCE, ITALY – OCTOBER 03: Hirving Lozano of Napoli celebrates after scoring the first goal of Napoli during the Serie A match between ACF Fiorentina v SSC Napoli at Stadio Artemio Franchi on October 03, 2021 in Florence, Italy. (Photo by SSC NAPOLI/SSC NAPOLI via Getty Images)

Ma se c’è una cosa bella della semplicità, è che essa va di pari passo con la speranza. E chissà quante volte il buon Batigol, che nel frattempo si è abbassato e allargato a destra, sarà stato deriso per il suo fantasticare, per il suo diritto di sognare. Allora la dea bendata, guardando la sua dedizione e il suo spirito puro e combattivo, decide di premiarlo. Nel 2016 segna ad Agrigento, marca e si diverte. E forse nemmeno nei suoi più remoti sogni avrebbe immaginato che da lì sarebbe partita la sua ascesa.

Due anni e mezzo dopo, dopo l’azzurro dell’Empoli, la chiamata del Napoli. Allora non è lo stadio di Agrigento a fare da cornice alla splendente luce del suo talento. Si gioca allo stadio San Paolo, ora Diego Armando Maradona. Questa volta però marca Sadio Mané, stringe su Robertson e raddoppia su Firmino. Risultato? 2-0 per il Napoli. E sapete perché? Perché il numero 22 gioca semplice e di intuito.

Poi, per la gioia dei suoi fantallenatori, non ha perso il vizio del gol. Per ora uno solo – pesantissimo – messo a segno, la fantamedia del 6,5 e una sola ammonizione, oro colato per chi magari se lo è aggiudicato a poco, passato inosservato tra Theo Hernandez e Gosens. Uno stakanovista vecchio stampo, che non ne ha mai saltata una e senza mai sfigurare. Ed è vero che non si parla prima, ma se tutto dovesse andare per il verso giusto, il gol cruciale per l’approdo della nazionale ai mondiali in Qatar, lo avrebbe messo a segno lui. In un mondo di Messi e Ronaldo, non abbiate paura di essere Giovanni Di Lorenzo.

A cura di Tommaso Alise

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