Quando la natura sceglie i suoi individui preferiti, come Antony e Vini Jr, conferendo loro il talento, li dispone in una maniera ben precisa. C’è chi con il suo talento deve raggiungere il progresso, rivolgersi agli ambienti elevati e magari anche migliorare l’umanità. Da Galileo ad Einstein. Ma così, la vita della gente comune sarebbe noiosa, senza spazio per le emozioni. Così, l’equamente iniqua natura sceglie delle persone col solo scopo di far divertire la gente, divertendosi, col loro estro. Per divertire e far dimenticare i disagi della vita quotidiana al popolo, bisogna conoscerlo a fondo, viverlo. Perché solo chi vive tra le persone conosce le loro esigenze.

Antony e Vini Jr, giocare per divertire

Foto: Gettyimages

Allora grazie, grazie a chiunque e a qualsiasi cosa diriga o stabilisca gli equilibri universali: grazie per Antony Matheus dos Santos, per gli amici Antony, ovvero per tutti coloro che si prendono briga e gusto di vederlo all’opera. Tasso tecnico da codice penale, eccesso di talento. Classe 2000, significa che di anni ne ha 21, avrà tanta voglia di conquistare il mondo? No, non credo che lui voglia il mondo. Io credo che lui voglia i cuori della gente: perché quando arrivi al punto in cui nonostante la militanza in Eredivisie non si fa altro che parlare di te, hai fatto qualcosa di più. In campo trascina l’Ajax pronto a sbalordire in Champions dopo aver demolito il Borussia, fuori trascina i miei occhi lucenti alla vista di quello straordinario spettacolo. Sinistro, fascinosamente mancino, capace di trarre pennelli dalla punta finissima da pezzi di legno.

È finita qui? No, perché il Brasile ha partorito non uno, ma due fenomeni, due ali, un’ala destra mancina di piede e un’ala sinistra destrorsa. E se l’ala destra è Antony, dall’animo forse più romantico e giocondo, l’altro giocatore è il classico predestinato, con un percorso spesso fatale per i ragazzi. Vinícius José Paixão de Oliveira Júnior, per chi crede in lui semplicemente Vinícius Jr, un centometrista troppo tecnico per scegliere la pista d’atletica. Questo rende di lui la definizione perfetta dell’ala moderna, essendo capace di coprire lunghe distanze in breve tempo. Carlo Ancelotti lo ha messo nelle condizioni ideali per esprimersi al massimo, lui ricambia coordinando la straordinaria velocità ad un signorile destro, ora anche capace di finalizzare, con il killer instinct che gli era mancato negli ultimi anni. Ci sarà tanto da vedere, tanto da scoprire, tanto da godere: semicitando Victor Hugo Morales e Caressa, grazie Signore che ci hai dato il Brasile, grazie Signore che ci hai dato questi due meravigliosi giocatori, mitica espressione di un calcio sempre più schematico.

A cura di Tommaso Alise

Foto in evidenza: Gettyimages

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