Svegliarsi con questa notizia è struggente, non solo per i napoletani, ma per tutti gli appassionati e tutti i romantici. Sì, perché pare che Insigne abbia accettato l’offerta del Toronto di 11,5 mln più bonus per 5 anni di contratto. In settimana arriveranno nella città del Vesuvio i rappresentanti del club canadese per raccogliere la firma del capitano del Napoli e limare gli ultimi dettagli.

Non staremo qui a dire cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, perché fare i conti con il portafoglio di altri è troppo semplice. Non staremo qui a giudicare la sua scelta, non sarebbe rispettoso nei confronti di un calciatore che è stato fino ad oggi lo spirito di questa squadra, che ha dato corpo, cuore e anima per i suoi colori. Siamo consapevoli, sicuri che fino al termine della stagione, in qualità di capitano, darà il massimo sia in campo, sia negli spogliatoi. Però fa male. Fa male perché sembrava una favola: il ragazzo di periferia, lo scugnizzo, riesce ad avverare il sogno di giocare nella sua squadra del cuore. Il giovane che riesce ad emergere è una delle favole più romantiche da raccontare ai ragazzini per dar loro speranze di crederci sempre. Ma la favola a giugno finisce.

Nel percorso…

Fonte foto: profilo ufficiale del calciatore

Dopo 10 lunghi anni, al servizio dei partenopei, lo scugnizzo andrà a giocare in America, lasciando gli azzurri a parametro zero. Facciamo un recap di uno dei giocatori sicuramente più influenti nella storia del Napoli. Per lo scugnizzo 415 presenze in 9 stagioni, nelle quali ha realizzato 114 gol, a -1 da Maradona e a -7 da Hamsik, e 95 assist. Lorenzo ha vinto 2 coppe Italia, di cui una capocannoniere del torneo, e una Supercoppa con gli azzurri. Passando alla sponda Nazionale, grazie alla sua classe e ai grandi palcoscenici raggiunti con il Napoli, riuscirà ad indossare la numero 10 e diventare di diritto un titolare inamovibile. Non godrà della stessa sorte con il suo club d’appartenenza per scelta, per rispettare ed onorare il calciatore più forte della storia: Diego Armando Maradona.

Non possiamo che godere per l’ultima stagione del suo Tir A Gir e di una delle ultime espressioni d’amore di una bandiera, che da giugno bandiera non sarà più.

A cura di Giovanni Pietropaolo

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