Nella vita di tutti i giorni accadono gli imprevisti, che ti mettono di fronte ad una scelta drastica come nel caso del Kun Agüero. Non a tutti però fortunatamente avviene la stessa sorte.

Dopo il malore all’Europeo, Christian Eriksen ha visto la morte con gli occhi, se non fosse che un angelo chiamato Simon Kjaer ha deciso di salvargli la vita. Da quel giorno la carriera di Eriksen pareva esser giunta al capolinea, la classica frase: “è arrivato il momento di appendere gli scarpini al chiodo”. La Danimarca da quel momento ha in testa un solo obiettivo: onorare la nazionale per lui. Così è stato. La Danimarca arriverà in semifinale dell’Europeo, dovendosi fermare contro la padrona di casa: l’Inghilterra di Southgate. L’Inter gli lancia un messaggio di speranza, annunciando al mondo intero che avrebbe atteso a braccia aperte il suo ritorno in campo con la maglia nerazzurra. Ai due club si unisce il mondo dello sport e Eriksen l’ha recepito. Il calciatore stesso annuncia che la solidarietà e l’amore nei suoi confronti sono stati il motore che gli ha dato forza di continuare.

Proseguono gli imprevisti

fonte foto: profilo ufficiale di Eriksen

La guarigione di Eriksen stava procedendo per il meglio e dentro di sé la voglia di giocare si faceva viva, ma dopo poco scopre che il macchinario di cui dispone, non è accettato in Italia per gli sport. Arrivando quindi ad un’altra scelta drastica: lasciare l’Inter. Nonostante il barlume di speranza e il tour de force da parte dei dirigenti nerazzurri, la legislazione italiana non fa prigionieri. A distanza di mesi Eriksen torna a parlare ai microfoni di una tv danese, dove ha dichiarato che il cuore non è più un problema. Addirittura si è posto come obiettivo, quello di giocare il mondiale con la Danimarca. Attualmente il danese è svincolato, ma sta proseguendo con gli allenamenti a Odense, per ritornare presto in forma e lasciarli alle spalle quel tragico evento.

Era d’obbligo dare voce a questa notizia, tutti ci auguriamo che il cuore non sia più un problema effettivamente e che possiamo goderci ancora per un po’ un professore del centrocampo come Christian Eriksen.

A cura di Giovanni Pietropaolo

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