Italia è da sempre sinonimo di grandi difensori, una leggendaria tradizione lunga più di un secolo, tra quattro mondiali, due europei e un prestigio encomiabile. Da Cesare Maldini a suo figlio Paolo, Burgnich, la leggendaria retroguardia Gentile-Scirea-CabriniFranco Baresi, Alessandro Nesta, l’eroe del 2006 Fabio Cannavaro, fino ad arrivare a Chiellini e Bonucci: vestire la maglia della nazionale e schierarsi dinanzi al portiere non è di certo una passeggiata, le maglie ultraleggere e moderne non possono nulla dinanzi al peso della storia. Al passo coi tempi, anche il ruolo del difensore si sta evolvendo, tra inserimenti e piedi da numero 10.

C’è qualcuno non innamorato di Alessandro Bastoni?

MILAN, ITALY – JANUARY 12: Alessandro Bastoni of FC Internazionale in action during the italian SuperCup match between FC Internazionale and Juventus at Stadio Giuseppe Meazza on January 12, 2022 in Milan, Italy. (Photo by Emilio Andreoli – Inter/Inter via Getty Images)

Eppure ce n’è uno, su tutti, che sembra voler continuare a tracciare la retta della storica tradizione difensiva italiana. Pulitissimo, impeccabile, una leadership da veterano, eppure la carta d’identità segna solo 22 anni. Nel 1999 nasce Alessandro Bastoni, una speranza tutta azzurra per un futuro roseo come non mai. Prototipo del difensore moderno? Chissà, ma una cosa è certa, il ragazzo è spaventosamente versatile. Impeccabile in marcatura, ha quegli strappi tutti firmati Gasperini: eppure fu sorprendente per chiunque vederlo acquistare dai nerazzurri per 31 milioni di euro a soli 18 anni, salvo poi vederlo ritornare alla base due anni dopo. Alla spumeggiante imprevedibilità di Gasperini, si aggiunge l’estrema compattezza di Conte, allenatore che ne fa colonna dell’Inter scudettata undici anni dopo l’ultima volta.

La stagione 20-21 di Bastoni è finita, dopo essersi fatto preferire ad un giocatore esperto come Godin e aver vinto lo scudetto con prestazioni gigantesche? No, perché Mancini vede in lui il futuro, ma anche il presente della nazionale: quando gioca è una certezza, non è titolare (non ancora), ma si gode l’alloro di campione d’Europa, 53 anni dopo l’unica volta. Visione di gioco da centrocampista, chiedere a Barella per conferme, suo fu il meraviglioso assist per il definitivo 2-0 dell’Inter sulla Juve, spartiacque per lo scudetto nerazzurro. Ah, cos’altro sa fare? Calcia molto bene, chiedere a Strakosha per ulteriori spiegazioni…

Tommaso Alise

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